Ciao Mario.

  • 26-07-2019
  • NOTIZIE DAL MOTOCLUB

Ciao Mario.

Dopo l'assassinio di Mario Cerciello Rega, il carabiniere-eroe ucciso a Roma mentre sventava un furto, Quello che vorremmo dire forse è vietato dalla legge, dai regolamenti, dall’educazione.


Ciao Mario.
Che dire.
Quello che vorremmo dire forse è vietato dalla legge, dai regolamenti, dall’educazione.
O forse è vietato solo dal “political correct” e da tutti i ruffiani del potere che sarebbero stati i primi a scrivere infamità su di te se avessi ceduto, anche solo per un attimo, a comportamenti causati dalla scarsa tutela di chi avrebbe dovuta offrirtela, senza se e senza ma, come minimo sindacale non solo quando si crepa.
Sei morto.
Lo sapevi.
Lo sapevi dal momento che hai presentato la domanda per fare il Carabiniere.
Lo sapevi dal momento in cui hai superato il tuo concorso, magari credendo nella “raccomandazione” di chi neanche ti ha pensato ma è stato solo un succedaneo psicologico per darti sicurezza durante le prove…
Hai giurato Fedeltà alla repubblica pensando più alla gioia dei tuoi genitori che ti guardavano piuttosto che alla tua che era limitata all’immediata “libera uscita” con cena sontuosa prima di dover rientrare per il contrappello…
Ti sei sempre svegliato pensando che il collega che se ne era andato, assassinato prima di te, poteva aver fatto qualche sbaglio, poteva essere stato solo sfortunato, che non sarebbe mai toccato a te… figurati, sposato da un mese!!!
No Mario.
Non è così.
Te, vera “Risorsa” della nostra Patria te ne sei andato via, assassinato, perché hai compiuto il tuo Dovere.
Te ne sei andato perché non sei stato tutelato non dalla sorte, ma da chi avrebbe dovuto evitare che potessero compiersi reati così quasi nell’impunità, se non reale, sicuramente sostanziale in una patria che non offre certezza della pena.
Te ne sei andato per mano di chi ha avuto una Festa della repubblica a lui dedicata perché lui si, conviene, non te che in fondo vieni pagato… beato te… “sbirro infame”.
Si, “sbirro infame”, quello che i figli di papà insultano e poi chiamano se vengono presi a calci in culo;
ignorante bifolco da barzellette dal quale, in silenzio, attendono risposte e soluzioni però anche gli “INTELLETTUALI” nel momento del bisogno... quando il loro culetto dorato si stringe… Si, gente che aspettava soluzioni da te, lo zotico meridionale o montanaro che non poteva far altro che “il Carabiniere”…
Vero.
Non potevi fare altro che il “Carabiniere” fratello!
Come Salvo, Carlo Alberto, Tiziano, tutti fratelli che rimarranno solo nei nostri cuori, non in quello di alcun politicante che oggi ti userà…
Ciao Mario.
Perdona tutti, i servi del potere, i vigliacchi, gli ignavi, i ruffiani.
Perdona tutti ed abbraccia tutti noi da lassù dove meriti di stare.
A partire da chi doveva difenderti e non l’ha fatto.
 
Alessandro Fasolino
Socio Fondatore ed ex Presidente del Motoclub “Le Manette del Valdarno”.