Quando abbiamo lanciato l’idea di un weekend intero per la “Fraschetta a Manetta”, i posti sono andati a ruba.
E ora capiamo il perché. Quelle che abbiamo vissuto non sono state 48 ore normali, ma un concentrato purissimo di amicizia, strade da sogno, imprevisti esilaranti e tanto, tanto divertimento.
Un serpentone di una trentina di moto e quasi quaranta Manette si è messo in marcia per un’avventura che resterà negli annali del club.
Giorno 1: Sudore, risate e un’invasione di domicilio (mancata)
Sabato mattina, la carica della nostra truppa dal Bar Rondine. Davanti a noi, un solo programma: godere. E così è stato, sotto un caldo bestia, un sole fantastico che ha trasformato le Crete Senesi e la Val d’Orcia in un quadro incandescente. Prima tappa, Civita di Bagnoregio. Arrivarci è stato stupendo, trovare parcheggio un’opera d’arte. Dopo aver girato come trottole impazzite, la Polizia Locale, che ringraziamo, ci ha scortato al nostro posto riservato. La vera sfida? La camminata per raggiungere il borgo. Con gli stivali da moto e quel sole a picco, il concetto di “caldo ai piedi” ha assunto un nuovo significato! Ma la vista di quella meraviglia sospesa nel tempo ha ripagato ogni goccia di sudore.
Risaliti in sella, rotta verso il Lago di Bolsena (ed è qui che il genio delle Manette ha colpito ancora) in un momento di confusione collettiva e guidati dal mitico Ruscellone, abbiamo sbagliato ingresso e ci siamo fiondati con l’intero serpentone di moto nel giardino di una villa privata. La faccia dei proprietari, che si sono visti recapitare l’intero motoclub sull’uscio di casa, è stata impagabile. Tra le loro preghiere e le nostre risate, abbiamo fatto un’inversione a U strategica e trovato finalmente il “Lako Hostel”, aperto apposta per noi. L’accoglienza è stata fantastica, ma le docce… beh, con quasi quaranta persone accaldate e impolverate, l’acqua calda è diventata subito un miraggio. Chiedete al nostro Presidente e signora per una recensione dettagliata del loro “percorso benessere” a temperatura polare! Ma chi se ne frega!
La serata sul lago e la cena sublime da “Bora Bora” hanno cancellato ogni fatica, complice anche una quantità di vino che ha messo a dura prova le scorte del ristorante.
Giorno 2: Dai vigili precisini all’abbraccio di Ariccia
Domenica, ricaricati da una colazione con dolci fatti in casa da applausi, siamo ripartiti verso Ariccia. Tappa caffè ad Anguillara Sabazia, dove abbiamo dato prova della nostra abilità nel “parcheggio creativo”. I vigili, inizialmente, ci hanno fatto i complimenti per l’ordine. Un minuto dopo, ci hanno fatto un cazziatone perché qualche bischero attraversava fuori dalle strisce. Precisini!
L’ansia per il Raccordo Anulare di Roma è svanita come neve al sole: grazie al derby, il GRA era scorrevolissimo! Siamo arrivati ad Ariccia accolti come eroi: Il Comune di Ariccia ci ha riservato un parcheggio a 10 metri dalla fraschetta, e abbiamo ricevuto i saluti del Comandante della Stazione e del Sindaco. Un’accoglienza incredibile, preludio di un pranzo che ha superato ogni aspettativa. Ad attenderci c’erano non solo il nostro amico Vincenzo e il Maresciallo della Stazione di Ariccia, ma anche un bel gruppo dei nostri affezionatissimi soci di Roma, trasformando il pranzo in una vera e propria festa di famiglia con una tavolata di oltre cinquanta persone!
Un tripudio di salumi, formaggi, carbonara, gricia, amatriciana e, ovviamente, sua maestà la porchetta. Un capolavoro.
Le parole provano a raccontarlo, ma le facce, i sorrisi e le scene più assurde di questo weekend sono tutte immortalate nella valanga di foto che abbiamo scattato. Non perdetevi la gallery completa sul sito per rivivere l’avventura (o per rosicare un po’ se non c’eravate)!
È stato un weekend pazzesco. Grazie a tutti i partecipanti, grazie ai nostri amici romani e a tutte le persone che ci hanno accolto con un sorriso.
Alla prossima, Manette! E che sia ancora più bella.


