Ci sono giornate che iniziano con il cielo un po’ grigio nel cuore, ma che finiscono con un sole che non ti aspetti.

Domenica 28 settembre è stata una di quelle. Quando abbiamo pensato al “Memorial Giulia & Gianni”, speravamo in una bella risposta, perché conosciamo il cuore grande dei motociclisti. Ma quello che è successo ha superato ogni più rosea aspettativa.

Stamani a Terranuova non c’era solo il profumo del caffè e dei cornetti. C’era un’aria diversa, un miscuglio di emozioni fortissime: la commozione nel ritrovarsi per un motivo così doloroso, ma anche la voglia potente di esserci, di fare la propria parte. Eravate tantissimi. 220 moto, più di 260 persone.

Un colpo d’occhio incredibile. C’era di tutto: Oltre le immancabili moto dei nostri soci, dei motoclub amici c’erano anche scooter, Vespe tirate a lucido dagli amici dei Vespaclub, le moto dei motosoccorritori, e tantissimi amici e confratelli delle Misericordie che hanno trovato un modo per esserci, anche con un motorino. Mamma mia, quanti eravamo!

Una marea di cuori pronti a mettersi in marcia non per un semplice giro, ma per un abbraccio itinerante.

E quando siamo partiti, quell’abbraccio ha preso forma. Un serpentone di moto lungo più di tre chilometri, che impiegava quasi cinque minuti a passare. Un fiume in piena che ha attraversato il Valdarno. La cosa più bella? Vedere la gente ai lati delle strade fermarsi. Non per il rumore, ma per salutare, per fare foto e video, per applaudire. In quei gesti c’era tutta la partecipazione di una comunità che non dimentica. Un applauso, enorme, va fatto alle nostre straordinarie staffette: tenere compatto e in sicurezza un gruppo del genere, per di più nel bel mezzo della Fiera di Terranuova con il traffico che ne consegue, è un’impresa titanica. L’hanno portata a termine con una professionalità e una passione che ci rende semplicemente orgogliosi. Siete stati immensi.

Poi, il momento più difficile e più vero. La sosta. Arrivare in quel punto sull’autostrada e spegnere i motori. Il silenzio che è calato è stato assordante, rotto solo dalle parole brevi e commoventi di Alessandro Canonici a nome della Misericordia. Un minuto di raccoglimento che è durato un’eternità, con la pelle d’oca e gli occhi lucidi. Lì, in mezzo a noi, c’era anche Davide, il fidanzato di Giulia. Ha guidato per tutto il viaggio in testa al gruppo, insieme al nostro Presidente, portando con sé, legato alla sella, il casco giallo fluo di Giulia. Un pugno nello stomaco e una carezza al cuore. Un simbolo silenzioso e potentissimo del suo amore e della sua assenza.

Il rientro alla sede della Misericordia è stato un ritorno a casa. Accolti dal Governatore Patrizio Italiano e dal Sindaco Sergio Chienni, ci siamo ritrovati per un panino e una birra, ma è stato molto più di un pranzo. È stato condividere, sorridere, raccontarsi la giornata. E anche quando tutto sembrava finito, le Manette erano ancora lì, a cantare insieme al Governatore, a Davide,  agli amici, alle staffette. Perché siamo fatti così: sappiamo piangere, ma poi troviamo la forza di cantare insieme, perché la vita, l’amicizia e la solidarietà sono più forti di tutto.

GRAZIE. Una parola semplice, ma che oggi pesa tantissimo. Grazie a tutta la grande famiglia della Misericordia di Terranuova Bracciolini: dal Governatore Patrizio Italiano, a tutti i volontari, al team dell’ambulanza che ci ha accompagnato, fino alla mamma di Giulia, una di voi, la cui forza è un esempio per tutti. Grazie al Sindaco Sergio Chienni, a tutta la Giunta e ai Vigili Urbani per il prezioso supporto logistico. Grazie ai Carabinieri per averci scortato con professionalità nel tratto più complesso del percorso. Un ringraziamento speciale a Francesco e sua figlia, che si sono prodigati nell’organizzazione e nella gestione delle moto. Grazie a ognuno dei 260 partecipanti. Siete arrivati dal Valdarno, da Firenze, da Arezzo, da ogni angolo della Toscana. Grazie ai confratelli delle Misericordie, ai Vespa Club, ai motosoccorritori e a tutti gli amici che si sono uniti a noi. Grazie agli altri Motoclub e Motogruppi, che hanno dimostrato che non ci sono colori o stemmi quando c’è da aiutare.

Grazie a tutto lo Staff e alle mitiche Staffette delle Manette del Valdarno: vi siete fatti un mazzo incredibile per rendere questa giornata impeccabile, e ci siete riusciti alla grande.

Un ringraziamento speciale va alla nostra amica fotografa Erika (@ilsognodiunabiker), che ha passato l’intera giornata con noi immortalando ogni momento del Memorial. Sul nostro sito sono disponibili le foto di gruppo liberamente scaricabili, mentre chi lo desidera può richiedere e acquistare le foto ad alta risoluzione delle singole moto, perfette per riconoscersi e conservare un ricordo personale, direttamente sul sito di Erika: www.ilsognodiunabiker.it.

Inoltre, Erika ha realizzato anche foto ad alta risoluzione, disponibili per chi desidera richiederle e acquistarle sul suo sito:

E ora, parliamo di numeri, quelli che fanno la differenza. Non si è trattato di un semplice “ricavato”, ma dell’intero incasso, perché tutte le spese della giornata sono state coperte direttamente dal Motoclub Le Manette del Valdarno. A questo si è aggiunta una generosa donazione da parte del nostro motoclub, le tantissime buste extra che molti di voi hanno voluto lasciare spontaneamente, e i contributi di altri motoclub, come i cari amici del MotoDivino Piandiscoese che non hanno fatto mancare il loro importante supporto.

Mettendo tutto insieme, siamo arrivati alla cifra inimmaginabile di 5.000 euro, interamente devoluti alla causa.

Un mare di solidarietà per contribuire all’acquisto della nuova ambulanza.

Giulia e Gianni oggi hanno sorriso guardandoci da lassù.

Ne siamo sicuri.

Ciao ragazzi.