Mamuthones e Issohadores di Mamoiada
(Nuoro – Sardegna)

Nel cuore della Barbagia, nel paese di Mamoiada, vive una delle tradizioni più antiche, affascinanti e misteriose della Sardegna: quella dei Mamuthones e degli Issohadores. Un rito arcaico che affonda le sue radici in un passato lontanissimo, probabilmente oltre duemila anni fa, quando le popolazioni nuragiche celebravano cerimonie propiziatorie legate alla natura e ai cicli della terra.

Origini e significato

Secondo molti studiosi, questa tradizione nasce da antichi riti agricoli e religiosi celebrati per:

  • favorire la fertilità della terra
  • garantire buoni raccolti
  • scacciare gli spiriti maligni dell’inverno

Il passo lento e cadenzato dei Mamuthones, accompagnato dal suono profondo dei campanacci, rappresenta simbolicamente il ciclo della natura e il passaggio dall’inverno alla primavera, un rituale che richiama forza, resistenza e rinascita.

Il costume dei Mamuthones

Il loro abbigliamento è ricco di simboli e rimanda al mondo pastorale della Sardegna.

I Mamuthones indossano:

  • una maschera nera di legno, austera e misteriosa
  • pelli di pecora nere, simbolo della tradizione pastorale
  • “sa carriga”, una pesante struttura di campanacci sulla schiena che può superare i 30 kg
  • fazzoletto e copricapo tradizionale

Il peso delle campane costringe i Mamuthones a muoversi con un passo lento, sincronizzato e solenne, creando un suono ipnotico che rende la sfilata unica e carica di suggestione.

Gli Issohadores

I Mamuthones non sfilano mai da soli: accanto a loro ci sono gli Issohadores, figure vestite con abiti più colorati e tradizionali.

Portano con sé una corda chiamata “soha”, con la quale durante la sfilata catturano simbolicamente le persone tra il pubblico.

Questo gesto, secondo la tradizione, rappresenta un segno di buon auspicio e fortuna.

La leggenda dei prigionieri

Accanto alla spiegazione legata ai riti agricoli, esiste anche una suggestiva leggenda popolare.

Secondo questa tradizione, i Mamuthones rappresenterebbero antichi prigionieri catturati durante le guerre tra le popolazioni barbaricine e gli invasori.

Si racconta che i nemici catturati venissero legati tra loro, caricati di pesanti campanacci sulle spalle e fatti sfilare nel paese come simbolo di vittoria.

Il passo lento e piegato dei Mamuthones ricorderebbe proprio la fatica dei prigionieri costretti a camminare sotto il peso delle campane, mentre gli Issohadores rappresenterebbero i guerrieri vincitori, incaricati di guidarli e controllarli.

Una tradizione ancora viva

Questa antichissima tradizione è ancora oggi custodita con grande orgoglio nel paese di Mamoiada, dove i Mamuthones sono considerati un simbolo identitario fortissimo della comunità.

Tradizionalmente compaiono durante il Carnevale di Mamoiada, in particolare il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, quando nei paesi della Sardegna vengono accesi grandi falò.

Le maschere e la storia di questa tradizione sono conservate anche nel Museo delle Maschere Mediterranee, uno dei luoghi culturali più importanti della Barbagia.

Un simbolo di forza e mistero

Qualunque sia la loro vera origine – antico rito pagano o leggenda di guerra – i Mamuthones rappresentano la forza, la resistenza e l’identità profonda del popolo sardo.

Il suono potente dei campanacci, il passo solenne e il fascino delle maschere creano un’atmosfera unica, quasi rituale, che sembra arrivare direttamente da un passato di migliaia di anni, raccontando una Sardegna antica, misteriosa e profondamente legata alle proprie radici.

Ringraziamo gli Amici dell’Associazione Culturale ATZENI di Mamoiada (NU)